In un periodo storico segnato da forti tensioni geopolitiche, da una pesante crisi energetica e da dinamiche legate ai dazi che gravano sulle imprese italiane e internazionali, diventa sempre più urgente costruire tavoli di confronto tra istituzioni e industrie. Ed è esattamente ciò che è accaduto nelle scorse ore presso il Salone degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). L’evento “Dispositivi medici e competitività industriale: il ruolo strategico del settore in Italia” è stato organizzato da Confindustria Dispositivi Medici e patrocinato dallo stesso MIMIT, con l’obiettivo di portare al centro del dibattito il settore dei dispositivi medici.
Ad aprire l’incontro – con un approfondimento sul settore – è stato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso “L’economia della salute, di cui i dispositivi medici sono parte integrante, è una delle filiere strategiche del nuovo Made in Italy, come riportato nel nostro Libro Bianco per una nuova politica industriale: un comparto in costante sviluppo tecnologico, capace di generare valore, occupazione qualificata e progresso per il Paese”. A seguire ha preso parola il Vicepresidente di Confindustria con delega alle Politiche industriali e Made in Italy Marco Nocivelli che ha fatto il punto su come i dispositivi medici non debbano essere considerati solo una voce di spesa, ma un investimento strategico che migliora l’efficienza del sistema sanitario e la qualità delle cure, contribuendo alla sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale. “La filiera delle scienze della vita – ha concluso Nocivelli – è un settore industriale ad alto valore di ricerca e innovazione, che va sostenuto creando condizioni favorevoli agli investimenti in tecnologie e capitale umano”.
L’evento prende le mosse dai numeri e dai trend emersi dal Rapporto PRI 2026, realizzato in modo autonomo e indipendente dal Centro Studi di Confindustria Dispositivi Medici. Il Rapporto PRI — Produzione, Ricerca e Innovazione — fotografa e monitora gli investimenti delle imprese e l’andamento del settore, restituendo un’analisi puntuale degli scenari più attuali.
La prima sessione del convegno, intitolata “Il MedTech italiano: numeri e trend del Rapporto PRI 2026”, dedicata proprio a questo tema, ha offerto una lettura strutturata dell’intero ecosistema dei dispositivi medici: dalla produzione alla ricerca e all’innovazione, dalla spesa sanitaria alle caratteristiche delle imprese, fino all’occupazione generata. Un patrimonio informativo che ha permesso di cogliere il contributo del comparto alla competitività industriale, all’innovazione e alla crescita economica del Paese. Il Rapporto PRI raccoglie un insieme di analisi eterogenee elaborate dal Centro Studi di Confindustria Dispositivi Medici, rappresentato al MIMIT da Valeria Glorioso, Direttrice del Centro Studi, e da Fabrizio Cannioto, Research Project Supervisor.
Il PRI, pubblicato a maggio 2026, offre — attraverso i dati — una panoramica trasversale nella quale il settore viene descritto da molteplici angolazioni: dai volumi di produzione e dalla spesa sanitaria fino alle caratteristiche specifiche delle imprese e dell’occupazione generata. Il Rapporto è consultabile al seguente link: Rapporto PRI 2025.
A completare l’analisi del settore MedTech italiano, sono intervenuti Claudia Biffoli, Dirigente della Divisione IV “Biotecnologie e farmaceutica” del MIMIT, e Giacomo Vigna, Dirigente Divisione XIII, Agroindustria, Industrie Culturali e creative e Industria del turismo.
“Il valore della filiera dei dispositivi medici” era il titolo della seconda parte dell’evento, che ha visto susseguirsi gli interventi di Fabio Faltoni, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici; Elena Lorenzini, Vice Capo di Gabinetto del MIMIT; Ylenja Lucaselli, Capogruppo Fratelli d’Italia in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati; e Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento della programmazione, dispositivi medici, farmaco e politiche in favore del Sistema Sanitario Nazionale del Ministero della Salute.
“Negli ultimi anni è emersa la necessità per l’Europa di rafforzare la propria autonomia strategica nei settori industriali più critici – ha dichiarato il Presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Fabio Faltoni. -. La pandemia, le tensioni geopolitiche e la frammentazione degli scambi internazionali hanno mostrato che sicurezza sanitaria, capacità produttiva e competitività industriale sono ormai temi strettamente collegati. Oggi le imprese segnalano difficoltà legate, non più al singolo fattore di crisi, ma alla sovrapposizione di più tensioni contemporaneamente: energia, logistica, volatilità delle materie prime, frammentazione commerciale e instabilità geopolitica. In questo contesto, anche in Italia, come già avvenuto in altri Paesi europei, diventa sempre più necessario sostenere il riconoscimento dell’industria dei dispositivi medici con politiche coordinate tra i ministeri della Salute, dell’Economia e delle Imprese e del made in Italy. Le imprese chiedono una governance stabile del settore, una soluzione strutturale al tema del payback e politiche industriali dedicate a una filiera composta in larga parte da PMI innovative e ad alta specializzazione”.
È stato un momento ricco di spunti e di prospettive concrete: soggetti che operano ai più alti livelli della politica e delle istituzioni hanno infatti la capacità — e la responsabilità — di tradurre il confronto in azione. Da tavoli come questo possono nascere misure regolatorie, strumenti di incentivazione alla ricerca e all’innovazione, politiche industriali capaci di rafforzare la competitività delle imprese del settore sui mercati nazionali e internazionali. Un’occasione, dunque, per trasformare l’analisi in impulso legislativo e amministrativo, orientando le scelte di governo nella direzione degli imprenditori e delle sfide che ogni giorno si trovano ad affrontare.

