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Payback dispositivi medici, l’Emilia-Romagna rompe gli indugi: al Governo la richiesta di sanatoria e abrogazione definitiva

Dopo mesi di convegni, studi e dichiarazioni d’intenti, è una Regione a muoversi per prima in modo formale. L’Emilia-Romagna ha chiesto il superamento definitivo del payback sui dispositivi medici e una sanatoria sui debiti pregressi maturati dal 2019. La posizione, discussa con associazioni di categoria e sindacati, sarà ora portata ufficialmente all’attenzione del Governo. Il payback non è una novità per i nostri lettori. Ne avevamo scritto a inizio giugno raccontando il convegno di presentazione del Rapporto PRI (Produzione, Ricerca e Innovazione) 2026 di Confindustria Dispositivi Medici al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove era emerso con chiarezza come il meccanismo del payback si fosse trasformato in una minaccia strutturale per un comparto strategico, con alcune aziende costrette ad accantonamenti fino al 48% del fatturato. L’incontro si concluse con la consapevolezza diffusa che un superamento integrale del payback nella legge di bilancio non fosse realistico nel breve periodo. Pochi giorni dopo, in un intervento più duro, avevamo dato voce allo scetticismo crescente nel settore: troppi convegni, troppe dichiarazioni di principio, nessuna proposta di legge concreta per chiudere la partita degli anni 2019-2025. A luglio, intervistando il presidente di Confimi Industria Sanità Massimo Pulin — nominato componente dell’Osservatorio nazionale sui dispositivi medici e del Tavolo tecnico del Ministero della Salute — avevamo raccolto la richiesta delle PMI di...

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