Salute, Sanità e Politica

Il 2 e 3 dicembre scorsi, si è tenuta a Padova, Circular Medical Expo, un’occasione molto importante di incontro e di confronto sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale (www.circularmedicalexpo.it). In quel contesto le quattro importanti tavole rotonde, che hanno visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori esperti del settore, hanno fatto emergere un quadro della nostra Sanità Pubblica molto complesso da affrontare.

Ancora una volta si è parlato della Sanità del futuro, dell’impatto delle nuove tecnologie e della necessità di pensare alla Salute in tutti i suoi aspetti, non solo della cura (Global Health). Se ne parla da qualche anno ormai, ma ogni volta che si ritorna su questi temi si aggiungono elementi nuovi che confermano la fondatezza e la validità delle tesi già discusse e condivise in passato. I grandi assenti, ancora una volta, sono stati coloro che per il ruolo istituzionale che ricoprono, dovrebbero partecipare a questi incontri per raccogliere informazioni, opinioni, spunti e proposte che sarebbero utili per governare meglio.

Alle tavole rotonde di Padova, nei due giorni della manifestazione, non si è presentato nessun politico.

Inutile dire che questa assenza ha generato sconforto in tutti coloro che in queste iniziative mettono gratuitamente il loro impegno nell’interesse della collettività, che proprio quei politici sono stati chiamati a rappresentare.

Ma andiamo per ordine. Quasi ottant’anni fa i Padri Costituenti, Politici anche loro ma con la “P” maiuscola, scrissero l’art. 32 della nostra Costituzione, inserendo un aggettivo chiaro, che non può far dubitare e che fa la differenza:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

La tutela della salute è infatti l’unico diritto che la Costituzione prevede come “fondamentale”, e quindi la Sanità non è un costo ma uno degli strumenti attraverso i quali lo Stato si realizza.

Il Sistema Sanitario Nazionale viene però declassato solo ad una voce di spesa, peraltro finanziata in modo inadeguato rispetto ai bisogni di una popolazione che invecchia sempre di più (per fortuna).

La propaganda governativa mette enfasi sui maggiori stanziamenti per la Sanità di ogni legge di bilancio, ma tali incrementi servono in buona parte per coprire i maggiori costi dovuti all’inflazione ed ai rinnovi contrattuali del personale sanitario che, comunque, ha livelli retributivi molto inferiori a quelli dei maggiori Paesi dell’Unione Europea.

La contraddizione inaccettabile è che il nostro Stato investe somme importanti per formare Medici ed Infermieri, ma offre loro opportunità lavorative che, in genere, non sono competitive con quelle dei Paesi in cui molti scelgono di emigrare.

Intanto in Italia abbiamo bisogno estremo di quelle professionalità per garantire la continuità dei servizi che in molte zone del Paese sono “di fatto” fortemente ridotti.

Con tutto il rispetto per le manifestazioni ideologiche o politiche, alcuni di noi si stanno chiedendo come mai gli Italiani non siano ancora scesi in piazza per tutelare il loro diritto fondamentale alla salute.

Forse il canale di informazione ancora più utilizzato, la televisione, ha qualche responsabilità in tutto questo. Su molti canali tv si parla molto di più di cose oggettivamente poco rilevanti (la famiglia nel bosco, i delitti del passato, etc.), che di questi problemi, che sicuramente fanno meno audience. Il nostro Paese è affetto da un forte analfabetismo funzionale, per cui molti italiani non capiscono le cose complesse come la salute. Meglio quindi avere la cittadinanza distratta, così non disturba i conducenti di turno (Regioni e Governo).

Ma i dati ci richiamano alla realtà. Il SSN è in crisi strutturale con il 40% dei pazienti con condizione cronica. Abbiamo una progressiva riduzione dei posti letto ed il 60% dei Medici è in età avanzata. Molti di loro sono demotivati e poco pagati. In Italia mancano circa 47.000 medici e 73.000 infermieri, ma in compenso lavorano all’estero circa 180.000 medici laureati in Italia.

Questa situazione, illustrata nelle tavole rotonde di Circular Medical Expo, è insostenibile. Sicuramente servono azioni bipartisan sul piano politico, organizzativo e gestionale, ma servono anche investimenti adeguati. Su questo aspetto in particolare, aiuta ricordare che le statistiche dicono che la spesa sanitaria pro-capite in Italia è la metà di quella del Regno Unito.

Chi ha partecipato all’Evento ha assistito ad interventi di Relatori di altissimo livello, coordinati dal Comitato Scientifico formato dal dott. Carlo Adami, dal Prof. Gino Gerosa, dal Prof. Walter Ricciardi, dal Prof. Gianpaolo Tortora e dal Prof. Luigi Bertinato. Basta informarsi sui loro Curricula per rendersi immediatamente conto delle Professionalità messe in campo da Venicepromex, società del Sistema Camerale Veneto che ha organizzato Circular Medical Expo.

Da sottolineare infine la presentazione della “Charta di Padova”, di cui ci occuperemo con un prossimo articolo e gli interessanti pitch aziendali degli espositori.

Questa è l’Italia che si impegna per cercare di migliorare il futuro di tutti, speriamo lo capiscano anche quelli che sono pagati dai Cittadini per farlo, senza demagogia ma anche senza voltarsi dall’altre parte.

 

di Alberto Nicolini