Payback dispositivi medici, imprese e Regione Emilia-Romagna di nuovo a confronto

Il payback sui dispositivi medici (con il termine per il pagamento alle Regioni entro il 9 settembre) continua a suscitare forte preoccupazione tra le imprese e a richiedere attenzione da parte delle istituzioni. Da un lato le aziende denunciano le difficoltà generate dal provvedimento, dall’altro la Regione Emilia-Romagna prosegue il confronto con il settore per valutare possibili soluzioni.

Michele Colaci, presidente di Confapi Salute, Università e Ricerca, ha espresso con chiarezza la posizione delle imprese nell’incontro con la Regione che si è tenuto oggi: “Il payback è un provvedimento iniquo, che danneggia gravemente le imprese, soprattutto le piccole e medie. Nonostante tutte le forze politiche lo abbiano definito tale, non hanno fatto nulla per abrogarlo”.

Colaci ha aggiunto che “la promessa di una franchigia a tutela delle piccole imprese, fatta durante le audizioni al Ministero, non è stata mantenuta”. Questa mancanza secondo il presidente dell’associazione dimostra che il settore dei dispositivi medici risulta meno “performante” dal punto di vista lobbistico rispetto ad altri, come quello farmaceutico. Per quanto riguarda le prossime azioni, Colaci ha poi annunciato che Confapi, a malincuore, sfrutterà le criticità giuridiche del decreto per avviare ricorsi legali, puntando fino alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Accanto all’aspetto legale, è stata annunciata anche un’iniziativa pubblica: “Per sensibilizzare l’opinione pubblica, organizzeremo una manifestazione davanti a Montecitorio a settembre. L’obiettivo è informare i cittadini che le imprese sono costrette a pagare una tassa sugli errori fatti dalle istituzioni”.

La Regione Emilia-Romagna, con il vicepresidente Vincenzo Colla e l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi, ha riconosciuto la complessità della situazione e la necessità di portare avanti un confronto. Colla ha ribadito che la legge deve essere rispettata, ricordando come finora le sentenze, comprese quelle della Corte Costituzionale, non abbiano dato ragione alle imprese, pur comprendendo le difficoltà che spingono alcune aziende a rivolgersi alle vie legali. Sul piano operativo, Fabi ha reso disponibili sul sito della Regione i dati relativi agli importi dovuti. Colla ha inoltre proposto di valutare una proroga oltre la scadenza del 9 settembre, chiedendo al governo di considerare un’estensione valida per tutte le Regioni.

La Regione ha poi annunciato anche la richiesta di un incontro urgente con l’ABI regionale per segnalare i rischi di sofferenza finanziaria e individuare possibili soluzioni di rateizzazione o di sostegno bancario.

Tutte le parti hanno ribadito che il problema riguarda anche gli anni successivi, dal 2019 al 2025. Una soluzione definitiva, hanno rimarcato gli assessori, dovrà arrivare a livello nazionale, con il coinvolgimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze e un intervento già nella prossima legge di stabilità.

Un nuovo incontro con le imprese sarà convocato prima del 9 settembre, per fare il punto della situazione.