<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Editoriali Archives - Biomed News</title>
	<atom:link href="https://www.biomednews.it/category/editoriali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.biomednews.it/category/editoriali/</link>
	<description>Periodico sul settore biomedicale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 10:32:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">216269370</site>	<item>
		<title>Sanità, politica e imprese: serve una visione comune</title>
		<link>https://www.biomednews.it/mancanza-coordinamento-servizio-sanitario-nazionale-partner/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 10:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.biomednews.it/?p=15315</guid>

					<description><![CDATA[<p>La celebrazione della Giornata Mondiale della Salute finisce, quasi sempre, per essere una mera ricorrenza simbolica, ma dovrebbe diventare un’occasione per riflettere seriamente sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale italiano (SSN). Anche se la salute è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione, oggi la sua tutela si regge su una struttura poco visibile e molto frammentata:...</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/mancanza-coordinamento-servizio-sanitario-nazionale-partner/">Sanità, politica e imprese: serve una visione comune</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La celebrazione della <strong>Giornata Mondiale della Salute</strong> finisce, quasi sempre, per essere una mera ricorrenza simbolica, ma dovrebbe diventare un’occasione per riflettere seriamente sullo stato del <strong>Servizio Sanitario Nazionale italiano</strong> (SSN). Anche se la salute è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione, oggi la sua tutela si regge su una struttura poco visibile e molto frammentata: la filiera sanitaria. Attualmente, il sistema sanitario e i suoi fornitori operano come un insieme diviso, senza una visione comune. Questa mancanza trasforma quelli che dovrebbero essere partner in semplici controparti contrattuali. A peggiorare la situazione contribuiscono alcune misure, come il payback e la tassa sul fatturato dello 0,75% &#8211; un contributo obbligatorio, che grava sui ricavi delle aziende fornitrici di dispositivi medici al Servizio Sanitario Nazionale, introdotto per sostenere il fondo dedicato alla gestione e al controllo della spesa sanitaria &#8211; che dimostrano una scarsa attenzione verso l’innovazione biomedicale.</p>
<p>Il progressivo indebolimento del SSN è legato proprio all’assenza di una strategia nazionale e di un confronto stabile tra politica, imprese, medici e mondo della ricerca e dell’innovazione. Troppo spesso le decisioni sull’uso delle risorse vengono prese in base a logiche politiche o pressioni locali, invece che su reali bisogni sanitari e organizzativi. È significativo, in questo senso, che i rappresentanti istituzionali siano spesso assenti nei momenti di confronto sul futuro della sanità, lasciando un vuoto decisionale che crea frustrazione tra coloro che attendono risposte e interventi determinanti.</p>
<p>La mancanza di sinergia e collaborazione fra gli attori strategici del sistema sanitario nazionale ha causato un indebolimento dell’intera filiera. La sanità è stata trattata come una semplice voce di spesa e le conseguenze sono evidenti: mancano circa 47.000 medici e 73.000 infermieri, mentre molti professionisti formati in Italia scelgono di lavorare all’estero, dove trovano condizioni migliori. A pagarne le spese sono le aziende della filiera, gli operatori sanitari e i pazienti.</p>
<p>Analizzando i dati aggiornati al 2026 della fondazione <a href="https://salviamo-ssn.it/attivita/rapporto/8-rapporto-gimbe.it-IT.html?gad_source=1&amp;gad_campaignid=11860601186&amp;gbraid=0AAAAADob2wldnX0iRk5b3mc0XqN_9Yf5e&amp;gclid=CjwKCAjw1tLOBhAMEiwAiPkRHlXV1-QpZxWr4F8nbYpspgIpRm3AnA3ZxxD4V6PPGqbw0BZW5zPxexoCBXIQAvD_BwE"><strong>GIMBE</strong></a>, infatti, emerge che il SSN sta affrontando una crisi profonda. I dati raccontano una carenza stimata di oltre 5.700 medici di famiglia e la prospettiva di 8.180 pensionamenti entro il 2028, una situazione che sta portando il carico medio per ogni professionista oltre la soglia ottimale di 1.000 assistiti. Anche la riforma territoriale del PNRR stenta a diventare realtà, dato che al 31 dicembre 2025 solo il 3,9% delle Case della Comunità risultava pienamente operativo e nessun Ospedale di Comunità era ancora in grado di offrire la totalità dei servizi previsti. A questi dati si aggiungono quelli delle liste d’attesa: nel 2025 sono state prenotate quasi 57,8 milioni di prestazioni e, generalmente, un paziente su quattro resta intrappolato in tempi lunghissimi che superano i limiti di legge spingendo, in media, il 30% dei cittadini a ricorrere alle prestazioni a pagamento.</p>
<p>Per garantire davvero il diritto alla salute, è necessario superare la logica dei compartimenti separati e dei limiti di spesa rigidi, puntando su un approccio condiviso. Serve un progetto culturale e politico che consideri la sanità come un sistema da sostenere e ripensare nel tempo, non come un insieme di emergenze da gestire. Solo una vera <strong>collaborazione</strong> tra politica, scienza e imprese può colmare il divario tra il valore della professione medica e gli strumenti disponibili, assicurando un futuro al diritto alla salute in Italia.</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/mancanza-coordinamento-servizio-sanitario-nazionale-partner/">Sanità, politica e imprese: serve una visione comune</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15315</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Salute, Sanità e Politica</title>
		<link>https://www.biomednews.it/salute-sanita-e-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 17:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.biomednews.it/?p=15225</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2 e 3 dicembre scorsi, si è tenuta a Padova, Circular Medical Expo, un’occasione molto importante di incontro e di confronto sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale (www.circularmedicalexpo.it). In quel contesto le quattro importanti tavole rotonde, che hanno visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori esperti del settore, hanno fatto emergere un quadro...</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/salute-sanita-e-politica/">Salute, Sanità e Politica</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 e 3 dicembre scorsi, si è tenuta a Padova, Circular Medical Expo, un’occasione molto importante di incontro e di confronto sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale (<a href="http://www.circularmedicalexpo.it">www.circularmedicalexpo.it</a>). In quel contesto le quattro importanti tavole rotonde, che hanno visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori esperti del settore, hanno fatto emergere un quadro della nostra Sanità Pubblica molto complesso da affrontare.</p>
<p>Ancora una volta si è parlato della Sanità del futuro, dell’impatto delle nuove tecnologie e della necessità di pensare alla Salute in tutti i suoi aspetti, non solo della cura (Global Health). Se ne parla da qualche anno ormai, ma ogni volta che si ritorna su questi temi si aggiungono elementi nuovi che confermano la fondatezza e la validità delle tesi già discusse e condivise in passato. I grandi assenti, ancora una volta, sono stati coloro che per il ruolo istituzionale che ricoprono, dovrebbero partecipare a questi incontri per raccogliere informazioni, opinioni, spunti e proposte che sarebbero utili per governare meglio.</p>
<p>Alle tavole rotonde di Padova, nei due giorni della manifestazione, non si è presentato nessun politico.</p>
<p>Inutile dire che questa assenza ha generato sconforto in tutti coloro che in queste iniziative mettono gratuitamente il loro impegno nell’interesse della collettività, che proprio quei politici sono stati chiamati a rappresentare.</p>
<p>Ma andiamo per ordine. Quasi ottant’anni fa i Padri Costituenti, Politici anche loro ma con la “P” maiuscola, scrissero l’art. 32 della nostra Costituzione, inserendo un aggettivo chiaro, che non può far dubitare e che fa la differenza:</p>
<p><em>“La Repubblica tutela la salute come <strong>fondamentale</strong> diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.</em></p>
<p>La tutela della salute è infatti l’unico diritto che la Costituzione prevede come “fondamentale”, e quindi la Sanità non è un costo ma uno degli strumenti attraverso i quali lo Stato si realizza.</p>
<p>Il Sistema Sanitario Nazionale viene però declassato solo ad una voce di spesa, peraltro finanziata in modo inadeguato rispetto ai bisogni di una popolazione che invecchia sempre di più (per fortuna).</p>
<p>La propaganda governativa mette enfasi sui maggiori stanziamenti per la Sanità di ogni legge di bilancio, ma tali incrementi servono in buona parte per coprire i maggiori costi dovuti all’inflazione ed ai rinnovi contrattuali del personale sanitario che, comunque, ha livelli retributivi molto inferiori a quelli dei maggiori Paesi dell’Unione Europea.</p>
<p>La contraddizione inaccettabile è che il nostro Stato investe somme importanti per formare Medici ed Infermieri, ma offre loro opportunità lavorative che, in genere, non sono competitive con quelle dei Paesi in cui molti scelgono di emigrare.</p>
<p>Intanto in Italia abbiamo bisogno estremo di quelle professionalità per garantire la continuità dei servizi che in molte zone del Paese sono “di fatto” fortemente ridotti.</p>
<p>Con tutto il rispetto per le manifestazioni ideologiche o politiche, alcuni di noi si stanno chiedendo come mai gli Italiani non siano ancora scesi in piazza per tutelare il loro diritto fondamentale alla salute.</p>
<p>Forse il canale di informazione ancora più utilizzato, la televisione, ha qualche responsabilità in tutto questo. Su molti canali tv si parla molto di più di cose oggettivamente poco rilevanti (la famiglia nel bosco, i delitti del passato, etc.), che di questi problemi, che sicuramente fanno meno audience. Il nostro Paese è affetto da un forte analfabetismo funzionale, per cui molti italiani non capiscono le cose complesse come la salute. Meglio quindi avere la cittadinanza distratta, così non disturba i conducenti di turno (Regioni e Governo).</p>
<p>Ma i dati ci richiamano alla realtà. Il SSN è in crisi strutturale con il 40% dei pazienti con condizione cronica. Abbiamo una progressiva riduzione dei posti letto ed il 60% dei Medici è in età avanzata. Molti di loro sono demotivati e poco pagati. In Italia mancano circa 47.000 medici e 73.000 infermieri, ma in compenso lavorano all’estero circa 180.000 medici laureati in Italia.</p>
<p>Questa situazione, illustrata nelle tavole rotonde di Circular Medical Expo, è insostenibile. Sicuramente servono azioni bipartisan sul piano politico, organizzativo e gestionale, ma servono anche investimenti adeguati. Su questo aspetto in particolare, aiuta ricordare che le statistiche dicono che la spesa sanitaria pro-capite in Italia è la metà di quella del Regno Unito.</p>
<p>Chi ha partecipato all’Evento ha assistito ad interventi di Relatori di altissimo livello, coordinati dal Comitato Scientifico formato dal dott. Carlo Adami, dal Prof. Gino Gerosa, dal Prof. Walter Ricciardi, dal Prof. Gianpaolo Tortora e dal Prof. Luigi Bertinato. Basta informarsi sui loro Curricula per rendersi immediatamente conto delle Professionalità messe in campo da Venicepromex, società del Sistema Camerale Veneto che ha organizzato Circular Medical Expo.</p>
<p>Da sottolineare infine la presentazione della “Charta di Padova”, di cui ci occuperemo con un prossimo articolo e gli interessanti pitch aziendali degli espositori.</p>
<p>Questa è l’Italia che si impegna per cercare di migliorare il futuro di tutti, speriamo lo capiscano anche quelli che sono pagati dai Cittadini per farlo, senza demagogia ma anche senza voltarsi dall’altre parte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>di Alberto Nicolini</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/salute-sanita-e-politica/">Salute, Sanità e Politica</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15225</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Opportunità in Tajikistan ed Uzbekistan. Quando pubblico e privato collaborano seriamente&#8230;</title>
		<link>https://www.biomednews.it/quando-pubblico-e-privato-collaborano-seriamente-le-iniziative-riescono-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 13:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.biomednews.it/?p=15206</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo la recente visita di una delegazione internazionale organizzata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con ITA (Italian Trade Agency) ed Asian Development Bank, di cui ci siamo occupati con il nostro articolo dello scorso 6 ottobre (Importante incontro internazionale nel Distretto Biomedicale Mirandolese), i contatti sono proseguiti a più livelli. Le Aziende...</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/quando-pubblico-e-privato-collaborano-seriamente-le-iniziative-riescono-bene/">Opportunità in Tajikistan ed Uzbekistan. Quando pubblico e privato collaborano seriamente&#8230;</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la recente visita di una delegazione internazionale organizzata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con ITA (Italian Trade Agency) ed Asian Development Bank, di cui ci siamo occupati con il nostro articolo dello scorso 6 ottobre (<a href="https://www.biomednews.it/importante-incontro-internazionale-nel-distretto-biomedicale-mirandolese/"><em>Importante incontro internazionale nel Distretto Biomedicale Mirandolese</em></a>)<strong>, </strong>i contatti sono proseguiti a più livelli.</p>
<p>Le Aziende partecipanti hanno avuto la possibilità di dare seguito agli incontri conoscitivi instaurando relazioni dirette con tutti i componenti della delegazione, mentre il Team di comunicazione e networking del portale <a href="http://www.distrettobiomedicale.it">distrettobiomedicale.it</a> ha consolidato i contatti istituzionali che potrebbero portare a sviluppi interessanti, in particolare con le repubbliche del Tajikistan e dell’Uzbekistan.</p>
<p>La Rappresentante della <strong>National Regulatory Authority for Medicines</strong> <strong>del</strong> <strong>Tajikistan</strong> ha dato la sua disponibilità ad assistere le aziende italiane nella registrazione dei propri dispositivi medici nel loro Paese, mentre un alto esponente del <strong>Ministero della Salute</strong> <strong>dell’Uzbekistan</strong> si è dimostrato interessato a dare seguito all’incontro, progettando assieme un modello di collaborazione continuativo di reciproco interesse.</p>
<p>Tutto è iniziato con una proposta via e-mail del Ministero, prontamente accolta dal nostro portale di networking.</p>
<p>Quando impegno e professionalità, sia del settore pubblico che delle aziende private, si mettono assieme come in questo caso, le iniziative riescono bene. Poi speriamo che portino anche vantaggi nel tempo, ma questo dipende dalle Aziende.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>di Alberto Nicolini</em></p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/quando-pubblico-e-privato-collaborano-seriamente-le-iniziative-riescono-bene/">Opportunità in Tajikistan ed Uzbekistan. Quando pubblico e privato collaborano seriamente&#8230;</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15206</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Economia italiana fra favole e realtà</title>
		<link>https://www.biomednews.it/economia-italiana-fra-favole-e-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 15:35:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.biomednews.it/?p=15180</guid>

					<description><![CDATA[<p>La comunicazione quotidiana della maggioranza di governo non si limita ad evidenziare alcuni buoni risultati ottenuti, ma si attribuisce esclusivamente dei meriti trascurando il contesto, che rimane negativo e non viene affrontato con una politica industriale ed economica degna di questo nome.   Nessuna considerazione per l’importanza del Biomedicale. &#160; Non mi voglio ripetere ma...</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/economia-italiana-fra-favole-e-realta/">Economia italiana fra favole e realtà</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La comunicazione quotidiana della maggioranza di governo non si limita ad evidenziare alcuni buoni risultati ottenuti, ma si attribuisce esclusivamente dei meriti trascurando il contesto, che rimane negativo e non viene affrontato con una politica industriale ed economica degna di questo nome. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Nessuna considerazione per l’importanza del Biomedicale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non mi voglio ripetere ma tutti i provvedimenti del Governo che hanno interessato il settore biomedicale, lo hanno danneggiato. L’evidente doppiezza di politici che, mentre fanno discorsi che sottolineano l’importanza dell’Innovazione per migliorare la Sanità approvano provvedimenti come il payback, ancorché ridotto, e la tassa sul fatturato dello 0,75%, testimonia, a mio modesto parere, la mediocrità di questa classe dirigente.</p>
<p>A livello regionale poi le Aziende ci segnalano che sono ancora troppi quei capitolati “copia e incolla” per le gare riguardanti i dispositivi medici.</p>
<p>La comunicazione governativa in materia economica nasconde il reale andamento delle cose enfatizzando meriti, tutti da verificare, sugli indicatori che migliorano.</p>
<p>Non metto in discussione quei meriti, quando ci sono veramente, ma consiglierei un po&#8217; di umiltà perché, se facciamo un paragone con una partita di calcio, sbandierare un bellissimo goal segnato, tralasciando di ricordare che siamo sotto 3 a 1, non mi sembra né professionale né serio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Faccio alcuni esempi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Governo ha ottenuto alcuni risultati importanti sul piano internazionale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Presidente Meloni è stata molto abile a mantenere un buon rapporto personale con Trump ed è riuscita a farlo senza che ciò costituisse un problema per gli altri governanti europei e quindi senza disunire l’Unione. Ma quali sono stati i vantaggi per il nostro Paese? Al momento nessuno perché i dazi li tratta l’Europa per tutti i Paesi aderenti e le esportazioni italiane negli USA hanno iniziato a subirne le conseguenze.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il costo del debito pubblico si è ridotto. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo spread fra i Btp e i Bund tedeschi è sceso attorno agli 85 punti rispetto ai 150 o 200 del primo anno del governo Meloni, confermando la maggiore affidabilità della nostra politica di bilancio.</p>
<p>Ma il problema della mancanza di crescita economica è molto più grave del costo del debito e non è stato affrontato in modo efficace. Negli ultimi mesi le prospettive di crescita sono peggiorate ovunque in Europa, ma il rallentamento è stato leggermente peggiore in Italia che nella media dei Paesi dell’Unione. Le recenti previsioni del Fondo monetario internazionale indicano per l’Italia, una crescita dello 0,5% quest’anno e dello 0,8% l’anno prossimo, contro 1 e 1,2 nella media dell’Eurozona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il governo riesce a sfavorire la crescita, se non proprio ad ostacolarla. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non crediamo che lo faccia per scelta, ma per incapacità. Prendiamo ad esempio le nuove norme adottate per aiutare gli investimenti delle imprese come Industria 5.0. Sono fatte in modo tale per cui si stima che, a fine anno, sui 6,3 miliardi messi a disposizione dalla legge di Bilancio, solo 2,8 verranno prenotati dalle aziende. E anche questo obiettivo pare ottimista dato che a fine giugno ne erano stati prenotati non più di 600 milioni.</p>
<p>Un mercato più libero e con più concorrenza è indispensabile per la crescita economica ma sembra che al governo non piaccia. La legge annuale sulla Concorrenza 2025, che è uno degli impegni del Pnrr, ha cominciato il suo iter parlamentare, ma dopo la revisione degli obiettivi e delle condizioni del piano, che Fitto e Meloni hanno negoziato con Bruxelles, quel disegno di legge adesso contiene veramente poco.</p>
<p>Anche sul fronte delle prossime nomine importanti, come la presidenza della Consob, l’Autorità che vigila sui mercati finanziari, la presidenza di Arera, l’agenzia che regola e controlla energia elettrica, gas, servizi idrici e il ciclo dei rifiuti, prevediamo che si ripeterà il solito balletto di candidati politici in cerca di occupazione. Il legittimo timore del mondo produttivo è che, ancora una volta, le nomine terranno conto più dell’appartenenza politica che della capacità di svolgere ruoli cruciali per il funzionamento dell’economia<strong>.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>In alcuni casi siamo al ridicolo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia poche migliaia di privilegiati, che dichiarano redditi medi incredibilmente modesti come ad esempio tassisti e balneari, continuano ad ottenere la protezione dei loro interessi particolari dalla maggioranza di governo. Questa “protezione” provoca danni all’interesse generale, al libero mercato ed alla concorrenza, oltre che alla reputazione del nostro Paese. Come possiamo essere credibili ed autorevoli se approviamo regole che poi non applichiamo? Queste sono le tipiche doppiezze dell’Italietta che giustificano l’inaffidabilità di una classe dirigente, a mio modesto parere mediocre ed inadeguata. I pregiudizi con cui devono misurarsi gli Italiani nel mondo, purtroppo, non sono infondati.</p>
<p><strong>Le favole e la realtà</strong></p>
<p>Il nostro Governo ha ottenuto qualche risultato positivo. Bene. Ma la propaganda politica racconta che questi piccoli miglioramenti sono i primi segnali di una tendenza stabile. <strong>Queste sono le Favole</strong>.</p>
<p>La realtà è che la produttività italiana dei fattori è sostanzialmente ferma agli anni Settanta del Novecento e che, in questi tre anni di governo, non è stato affrontato nessuno dei nodi strutturali che hanno determinato questo “Problema Italiano”.</p>
<p>Ma quali sono questi nodi strutturali?</p>
<ol>
<li>Il cattivo funzionamento dei mercati ed in particolare la scarsa concorrenzialità;</li>
<li>La scarsa qualità media dei fattori produttivi ed in particolare del lavoro;</li>
<li>La scarsa qualità e la modesta efficienza dei servizi pubblici.</li>
</ol>
<p>Nel periodo 2000 – 2019 la produttività totale dei fattori in Italia è calata dello 0,16% e quella del lavoro è cresciuta dello 0,16% a fronte della media dell’Area Euro rispettivamente cresciuta dello 0,49% e dello 0,86%.</p>
<p>In pratica in vent’anni abbiamo perso lo 0,32% di produttività totale e lo 0,70% di produttività del lavoro rispetto alla media dei Paesi che adottano la nostra stessa moneta.</p>
<p>Dobbiamo migliorare, coscienti del fatto che i risultati possono arrivare solo nel medio periodo se vengono adottate politiche economiche coerenti.</p>
<p>Non abbiamo visto nulla di tutto questo negli ultimi tre anni e non lo vediamo neppure nel confronto politico quotidiano. <strong>Questa è la Realtà</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Editoriale di Alberto Nicolini</em></p>
<p><em>                                                                                                          </em></p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/economia-italiana-fra-favole-e-realta/">Economia italiana fra favole e realtà</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15180</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Payback sui dispositivi medici: cresce la tensione a pochi giorni dalla scadenza</title>
		<link>https://www.biomednews.it/payback-sui-dispositivi-medici-cresce-la-tensione-a-pochi-giorni-dalla-scadenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 14:07:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.biomednews.it/?p=15171</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con il termine del 9 settembre sempre più vicino, aumenta la pressione da parte delle PMI che chiedono soluzioni immediate per evitare conseguenze disastrose sull’intero settore biomedicale. Il ruolo che le piccole e medie imprese ricoprono sempre più spesso è quello di essere partner flessibili e tempestivi di Ospedali e Centri di Ricerca per lo...</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/payback-sui-dispositivi-medici-cresce-la-tensione-a-pochi-giorni-dalla-scadenza/">Payback sui dispositivi medici: cresce la tensione a pochi giorni dalla scadenza</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine del 9 settembre sempre più vicino, aumenta la pressione da parte delle PMI che chiedono soluzioni immediate per evitare conseguenze disastrose sull’intero settore biomedicale.</p>
<p>Il ruolo che le piccole e medie imprese ricoprono sempre più spesso è quello di essere partner flessibili e tempestivi di Ospedali e Centri di Ricerca per lo sviluppo di prodotti o servizi innovativi. Le Start-up e le Spin-off universitarie sono sempre piccole imprese. Il payback le colpisce in modo pesante provocando, di fatto, il forte rallentamento degli investimenti per l’innovazione. A farne le spese sono la Sanità e quindi i pazienti.</p>
<p>Per le grandi realtà del settore, prevalentemente multinazionali, questa conseguenza non si verifica perché hanno “spalle robuste” che consentono di assorbire meglio il peso del payback, anche perché, in molti casi, ad essere colpiti sono i loro distributori.</p>
<p>L’abbattimento del 75% del payback, per questo tipo di aziende, prevalentemente tutelate da Confindustria, è un ottimo risultato.</p>
<p>Per le PMI la mancata approvazione delle modifiche richieste è una sconfitta perché, come sosteneva Michele Colaci, Presidente di Confapi Salute Università e Ricerca, nell’intervista del 5 giugno a questo giornale, <em>“l’introduzione di una franchigia per le PMI prevedendo una soglia di fatturato, … la dilazione pluriennale dei pagamenti … ed il superamento strutturale del payback” </em>dovevano formare oggetto di appositi emendamenti in fase di conversione del Decreto-legge.</p>
<p>Nulla di tutto ciò è successo. Nella legge 118/2025, che ha convertito il decreto &#8211; legge 95/2025, viene confermato lo “sconto del 75%” ma non sono previste esenzioni specifiche, dilazioni e norme per gli anni successivi al 2018.</p>
<p>Gli sforamenti decisi dalle Regioni continuano ad essere “scaricati” sugli operatori privati.</p>
<p>Confapi Salute Università e Ricerca, tramite il suo Presidente Michele Colaci, ha ribadito che il payback è un provvedimento &#8220;iniquo&#8221; che scarica sugli imprenditori responsabilità non loro. Nonostante le promesse di una franchigia a tutela delle PMI, nulla è stato fatto e l’Associazione annuncia azioni legali fino alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Inoltre, a settembre verrà organizzata una manifestazione davanti a Montecitorio per sensibilizzare l’opinione pubblica.</p>
<p>Le PMI biomedicali, che già denunciano un peso insostenibile con richieste che arrivano a superare anche l’80% del loro fatturato, chiedono ora soluzioni pratiche: sospensione dei versamenti, rateizzazione, accesso facilitato al credito e una revisione della norma in sede nazionale.</p>
<p>Nell’ultimo incontro il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e l’Assessore alla Salute Massimo Fabi hanno confermato di voler mantenere il dialogo con le imprese. Colla ha ricordato che la legge va rispettata, ma ha anche proposto al governo una proroga della scadenza, valida per tutte le regioni. Parallelamente, è stato chiesto un incontro urgente con l’ABI per affrontare i rischi di sofferenza finanziaria e valutare possibili strumenti bancari di sostegno.</p>
<p>Fabi, intanto, ha reso pubblici sul sito regionale gli importi dovuti da ciascuna azienda, un gesto di trasparenza che vuole facilitare il confronto. Entrambi gli assessori hanno sottolineato che il problema non riguarda solo il 2025, ma si trascina dal 2019.</p>
<p>Il nodo vero resta a livello nazionale. La Regione e le Associazioni di categoria che rappresentano le Piccole e Medie Imprese chiedono al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Parlamento di intervenire già con la prossima legge di stabilità. Le richieste sono chiare: alleggerire l’impatto sulle PMI, introdurre franchigie, prevedere meccanismi di compensazione fiscale e programmare un superamento progressivo della norma.</p>
<p>Un nuovo incontro con le imprese sarà convocato prima del 9 settembre. Sarà l’ultima occasione utile per fare il punto e presentare a Roma una posizione condivisa, nella speranza che il grido d’allarme di uno dei distretti biomedicali più importanti d’Europa non resti inascoltato.</p>
<p>Nonostante il Decreto 95/2025 il problema generato dal payback rimane aperto, segno evidente che la mancanza di una politica industriale che tenga conto della specificità del settore biomedicale sta provocando una situazione sempre più grave a spese dell’innovazione necessaria per la sua competitività.</p>
<p>Concludiamo sottolineando che, dal racconto dei fatti che abbiamo fedelmente riportato, le promesse sono state completamente disattese e la conversione del Decreto 95/2025 in pieno periodo feriale e con un termine di 30 giorni che diventano di fatto una sola settimana per decidere se pagare o no, è un “colpo di mano” che dimostra la scarsissima considerazione del governo per le piccole e medie imprese biomedicali.</p>
<p><em>Editoriale di Alberto Nicolini</em></p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/payback-sui-dispositivi-medici-cresce-la-tensione-a-pochi-giorni-dalla-scadenza/">Payback sui dispositivi medici: cresce la tensione a pochi giorni dalla scadenza</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15171</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Nessuna esenzione dal payback per le Piccole Imprese del biomedicale</title>
		<link>https://www.biomednews.it/nnessuna-esenzione-dal-payback-per-le-piccole-imprese-del-biomedicale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 15:06:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[biomedicale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[payback]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.biomednews.it/?p=15150</guid>

					<description><![CDATA[<p>Leggendo le anticipazioni di stampa del nuovo decreto sul payback, la prima domanda spontanea è stata: ma a cosa servono i “tavoli tecnici” se poi le ipotesi di accordo che vengono raggiunte non hanno seguito? &#160; Il ripensamento del Governo riguarda l’esenzione dal payback per le piccole aziende con ricavi fino a cinque milioni di...</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/nnessuna-esenzione-dal-payback-per-le-piccole-imprese-del-biomedicale/">Nessuna esenzione dal payback per le Piccole Imprese del biomedicale</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo le anticipazioni di stampa del nuovo decreto sul payback, la prima domanda spontanea è stata: ma a cosa servono i “tavoli tecnici” se poi le ipotesi di accordo che vengono raggiunte non hanno seguito?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ripensamento del Governo riguarda l’esenzione dal payback per le piccole aziende con ricavi fino a cinque milioni di euro. Cancellata. Che paghino anche loro il 25% come le grandi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il decreto Mef in uscita prevede infatti uno sconto del 75% sulla richiesta delle Regioni, a condizione che sia stata impugnata e che il giudizio sia tuttora pendente avanti al TAR. Pagando il 25% entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Decreto, si ottiene la “cessazione della materia del contendere”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa notizia è uscita da alcuni giorni e dall’articolo pubblicato sabato 21 giugno dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, apprendiamo che le Associazioni di categoria “prendono atto del segnale di apertura del Governo”, e rinviano all’esame parlamentare in sede di conversione il recupero di misure a sentir loro “fondamentali, come la franchigia e la dilazione dei pagamenti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma se si tratta di un Decreto Ministeriale non ci sarà nessuna conversione in Legge, mentre se invece lo strumento legislativo utilizzato dal Governo dovesse essere il Decreto-legge, il termine di conversione in Legge scadrà comunque dopo il termine di pagamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sinceramente a leggere quelle dichiarazioni sembra evidente un certo stato confusionale teso a dissimulare il fatto che quelle misure “fondamentali” discusse attorno al famoso “tavolo tecnico” in realtà sono perse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi ci guadagna è evidente: le Aziende più grandi, che pesano di più anche nelle Associazioni più importanti. Chi ci perde sono le Aziende più piccole, che evidentemente contano poco, e che quindi pagheranno il 25% senza la “fondamentale franchigia”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E per gli anni successivi al 2018? Argomento non affrontato e per il quale il Direttore Generale di Confindustria Dispositivi Medici propone di mantenere attivo il “tavolo tecnico” presso il Mef. Auguri di cuore alle Piccole Imprese!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Nicolini, Editore di Biomed News</em></p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/nnessuna-esenzione-dal-payback-per-le-piccole-imprese-del-biomedicale/">Nessuna esenzione dal payback per le Piccole Imprese del biomedicale</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15150</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il paziente al centro: un riconoscimento internazionale che ci sprona a fare di più</title>
		<link>https://www.biomednews.it/il-paziente-al-centro-un-riconoscimento-internazionale-che-ci-sprona-a-fare-di-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 06:53:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.biomednews.it/?p=15108</guid>

					<description><![CDATA[<p>La recente pubblicazione da parte della testata internazionale Innovando.news di un articolo riguardante i risultati del tavolo di lavoro &#8220;Il paziente al centro&#8221; rappresenta una bella soddisfazione per Biomed News. Essere presenti su una rivista digitale pubblicata in 95 lingue e raggiungere una platea globale non è solo motivo di orgoglio, ma una conferma della rilevanza...</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/il-paziente-al-centro-un-riconoscimento-internazionale-che-ci-sprona-a-fare-di-piu/">Il paziente al centro: un riconoscimento internazionale che ci sprona a fare di più</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://innovando.news/limpegno-portale-distrettobiomedicale-it-difesa-sanita/">recente pubblicazione</a> da parte della testata internazionale <strong>Innovando.news</strong> di un articolo riguardante i risultati del tavolo di lavoro &#8220;Il paziente al centro&#8221; rappresenta una bella soddisfazione per Biomed News. Essere presenti su una rivista digitale <strong>pubblicata in 95 lingue</strong> e raggiungere una platea globale non è solo motivo di orgoglio, ma una conferma della rilevanza e dell’attualità delle tematiche affrontate durante questa iniziativa.</p>
<p>Ho avuto il piacere di partecipare al tavolo di lavoro da cui, grazie alla diversità di esperienze e competenze delle professionalità coinvolte, sono emerse nove linee guida concrete, un manifesto di proposte e suggerimenti per affrontare le criticità che oggi caratterizzano il nostro sistema biomedicale. L’iniziativa, che abbiamo avuto modo di approfondire anche su queste pagine, nasce come prosecuzione naturale dell’incontro tenutosi a Roma lo scorso maggio dal medesimo titolo: Il paziente al centro, l’importanza dell’innovazione dei dispositivi medici per la sanità. Un evento che è stato un’occasione di confronto fra addetti ai lavori sulla necessità di integrare innovazione tecnologica, sostenibilità e centralità del paziente per migliorare la qualità delle cure.</p>
<p><strong>L’<a href="https://innovando.news/limpegno-portale-distrettobiomedicale-it-difesa-sanita/">articolo di Innovando.news</a> è stato</strong> <strong>letto da 13.479.606 persone! </strong> Il tema trattato è forte, ed altrettanto forte è l’attenzione sull’argomento, in tutto il mondo.</p>
<p>Un ringraziamento particolare lo rivolgo al coordinatore del tavolo di lavoro, <strong>Prof. Walter Ricciardi</strong> ed al Presidente di Alisei <strong>dott. Massimiliano Boggetti</strong>, che hanno condiviso con me questa esperienza. Grazie anche allo <strong>Studio Legale Stefanelli &amp; Stefanelli</strong> che ci ha fornito un prezioso supporto professionale commentando con la stampa specializzata il lavoro svolto.</p>
<p>L’interesse internazionale che siamo riusciti ad attirare su questi temi non deve rappresentare un punto d’arrivo, ma uno stimolo per continuare. Le linee guida stilate dal tavolo di lavoro sono una base solida su cui lavorare, per affrontare problemi molto complessi nell’interesse di chi si trova oggi, o potrebbe trovarsi domani, nelle condizioni di essere quel Paziente da mettere al centro dell’attenzione.</p>
<p>Per quanto ci riguarda continueremo a fare la nostra parte. Come sempre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Nicolini, Editore di Biomed News</em></p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/il-paziente-al-centro-un-riconoscimento-internazionale-che-ci-sprona-a-fare-di-piu/">Il paziente al centro: un riconoscimento internazionale che ci sprona a fare di più</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15108</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Payback: l&#8217;unica certezza è l&#8217;incertezza</title>
		<link>https://www.biomednews.it/payback-lunica-certezza-e-lincertezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 06:58:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.biomednews.it/?p=15031</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Corte Costituzionale ha confermato la legittimità del payback, pur evidenziandone diverse criticità. A questo punto il rischio di una crisi devastante nel settore biomedicale è altissimo. Il Governo non può più rimandare, deve intervenire. Per il triennio 2015-2018 continuerà pertanto l’enorme contenzioso in essere, al quale probabilmente se ne aggiungerà un altro per gli...</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/payback-lunica-certezza-e-lincertezza/">Payback: l&#8217;unica certezza è l&#8217;incertezza</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Corte Costituzionale ha confermato la legittimità del payback, pur evidenziandone diverse criticità. A questo punto il rischio di una crisi devastante nel settore biomedicale è altissimo. Il Governo non può più rimandare, deve intervenire.</em></p>
<p>Per il triennio 2015-2018 continuerà pertanto l’enorme contenzioso in essere, al quale probabilmente se ne aggiungerà un altro per gli anni successivi, che comprendono il periodo della pandemia. Arriveremo inevitabilmente al punto in cui le Aziende biomedicali saranno costrette a disimpegnarsi dalla fornitura dei dispositivi alla Sanità Pubblica, a meno che i prezzi aumentino in modo da compensare il rischio Payback. In pratica quello che il Governo cerca maldestramente di incassare oggi dovrà ripagare domani. Situazione oggettivamente assurda. Riuscirà la politica a trovare una soluzione? Fino ad oggi non lo ha fatto e non risulta sia in discussione nessun piano degno di questo nome.</p>
<p>Secondo noi questo provvedimento assurdo graverà, purtroppo, sui pazienti ospedalieri, e quindi su tutti noi Cittadini, perché l’incertezza in cui sono costrette ad operare le Aziende produttrici, molte delle quali sono grandi multinazionali, sta provocando un forte rallentamento degli investimenti in Italia, compresi quelli riguardanti nuovi prodotti e nuove soluzioni. Ma il settore biomedicale vive di innovazione essendo strettamente legato al lavoro che Medici e Ricercatori fanno quotidianamente per curare meglio i Pazienti.</p>
<p>Le Multinazionali hanno la possibilità di continuare a farlo altrove nel Mondo, ma molte Aziende nazionali saranno ridimensionate dal doppio danno. Quello economico, dovuto al payback sugli anni passati, e quello competitivo per il futuro, causato dalla minor capacità innovativa.</p>
<p>Ecco perché a farne le spese sarà il Sistema Sanitario Italiano e quindi i pazienti, le loro famiglie, i lavoratori del settore e tutta la filiera produttiva dei dispositivi medici.</p>
<p>Non c’è più tempo da perdere, il Governo deve intervenire.</p>
<p><em>Editoriale di Alberto Nicolini</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/payback-lunica-certezza-e-lincertezza/">Payback: l&#8217;unica certezza è l&#8217;incertezza</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15031</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il paziente al centro: i temi da affrontare dopo il meeting di Roma</title>
		<link>https://www.biomednews.it/il-paziente-al-centro-i-temi-da-affrontare-dopo-il-meeting-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 07:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.biomednews.it/?p=15023</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo l’incontro in Senato del 15 maggio scorso, del quale abbiamo fornito resoconto con l’articolo pubblicato il giorno successivo, il settore biomedicale è tornato al centro dell’attenzione nazionale per la crisi Mozarc-Bellco con centinaia di esuberi da gestire. Il 21 giugno l’economista Alberto Forchielli, esperto di geopolitica e fondatore del Fondo di Investimento Mindful Capital...</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/il-paziente-al-centro-i-temi-da-affrontare-dopo-il-meeting-di-roma/">Il paziente al centro: i temi da affrontare dopo il meeting di Roma</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’incontro in Senato del 15 maggio scorso, del quale abbiamo fornito <a href="https://www.biomednews.it/successo-per-liniziativa-il-paziente-al-centro-tenutasi-a-roma/">resoconto</a> con l’articolo pubblicato il giorno successivo, il settore biomedicale è tornato al centro dell’attenzione nazionale per la crisi Mozarc-Bellco con centinaia di esuberi da gestire. Il 21 giugno l’economista Alberto Forchielli, esperto di geopolitica e fondatore del Fondo di Investimento Mindful Capital Partners, è intervenuto ad un incontro a Mirandola (Biomedical Valley – One Health) sostenendo, tra l’altro, la necessità di interventi anti-dumping, a tutela della produzione nazionale di dispositivi medici. L’Assessore Regionale dell’Emilia-Romagna Vincenzo Colla, pochi giorni dopo, ha espressamente parlato della necessità di dazi sull’import di tali prodotti.</p>
<p>Quando abbiamo organizzato l’incontro in Senato non potevamo certo prevedere tutto questo, ma purtroppo la realtà incombe e per gli addetti ai lavori, la crisi Mozarc-Bellco purtroppo non è stata una sorpresa. Speriamo che rimanga un caso isolato.</p>
<p>Il meeting romano ci offre comunque la possibilità di fare alcune considerazioni.</p>
<ol>
<li>L’esperienza è stata positiva. Il confronto è sempre utile e lo è ancora di più quando ci si occupa di persone ricoverate in ospedale.</li>
<li>La partecipazione è stata significativa, con la presenza di esponenti di grandi multinazionali, di piccole e medie imprese produttrici, di primari ospedalieri, oltre che di giornalisti ed associazioni di categoria.</li>
<li>La volontà di affrontare i temi trattati in un’ottica europea, oltre che nazionale è stata ampiamente condivisa.</li>
</ol>
<p>Al termine dell’incontro la Senatrice Mariastella Gelmini ha proposto di istituire un tavolo di lavoro per affrontare i delicatissimi temi riguardanti il settore, coordinato dal Prof. Walter Ricciardi, ed i fatti avvenuti subito dopo hanno confermato l’opportunità di procedere velocemente in tale direzione.</p>
<p>Per parte nostra abbiamo coinvolto i Clienti raccogliendo spunti ed indicazioni che porteremo a quel tavolo ed invitiamo anche i Lettori a segnalarci quelle che ritengono essere le principali priorità su cui intervenire.</p>
<p>Faremo la nostra parte ricordando sempre che bisogna mettere “Il Paziente al centro”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Editoriale di Alberto Nicolini</em></p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/il-paziente-al-centro-i-temi-da-affrontare-dopo-il-meeting-di-roma/">Il paziente al centro: i temi da affrontare dopo il meeting di Roma</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15023</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Un primo segnale preoccupante dall&#8217;industria biomedicale</title>
		<link>https://www.biomednews.it/un-primo-segnale-preoccupante-dallindustria-biomedicale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 15:18:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.biomednews.it/?p=15012</guid>

					<description><![CDATA[<p>La MOZARC-BELLCO ha annunciato che cesserà la produzione nello storico stabilimento di Mirandola, ipotizzando più di 300 esuberi su 450 dipendenti. Un caso isolato? Gli addetti ai lavori da tempo segnalano che la progressiva riduzione dei margini degli ultimi anni ha portato alla parallela e progressiva riduzione degli investimenti, con il risultato che le macchine...</p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/un-primo-segnale-preoccupante-dallindustria-biomedicale/">Un primo segnale preoccupante dall&#8217;industria biomedicale</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La MOZARC-BELLCO ha annunciato che cesserà la produzione nello storico stabilimento di Mirandola, ipotizzando più di 300 esuberi su 450 dipendenti. Un caso isolato?</em></p>
<p>Gli addetti ai lavori da tempo segnalano che la progressiva riduzione dei margini degli ultimi anni ha portato alla parallela e progressiva riduzione degli investimenti, con il risultato che le macchine da dialisi sono sostanzialmente le stesse di quindici anni fa, con qualche ritocco.</p>
<p>Eppure, il settore non è di poco conto. Il 70% dei trattamenti dialisi fatti in Italia utilizza dispositivi prodotti nel Distretto Biomedicale Mirandolese (<em>fonte: Baxter Medolla 2016</em>). Dopo il sisma del 2012 le Multinazionali ricostruirono ed ampliarono gli stabilimenti contando anche sull’impegno delle Istituzioni a realizzare, finalmente, infrastrutture adeguate come la tanto attesa Autostrada Cispadana, mai iniziata.</p>
<p>Aggiungiamo a questo scenario l’ulteriore incertezza provocata da provvedimenti assurdi come il famigerato “Payback” che, oggettivamente, è un potentissimo deterrente a produrre in Italia e per l’Italia. Ecco che il quadro è completo. E non è incoraggiante.</p>
<p>In questa situazione occorre essere realisti, sapendo che il tempo sprecato potrà essere recuperato solamente iniziando il prima possibile a cambiare le cose. Bisogna avere ben presente che la produzione italiana ed europea di dispositivi medici per la dialisi non è importante solo per il sistema industriale, i lavoratori e le aziende, ma è strategica per il Sistema Sanitario Nazionale e per i Pazienti che di quei trattamenti hanno bisogno per continuare a vivere nel miglior modo possibile.</p>
<p>Sembra proprio che la triste esperienza Covid sia stata già dimenticata. Prima della pandemia alcuni dispositivi medici, i cui prezzi d’importazione erano scesi ad un livello tale da comportare la chiusura delle produzioni nazionali, non si trovavano più perché la Cina ne aveva bisogno per sé stessa e quindi smise di mandarceli. Per questo motivo molte persone furono contagiate e, purtroppo, alcune di loro morirono. Pazienti, Medici ed Infermieri.</p>
<p>Per evitare che possa succedere ancora riteniamo che la filiera produttiva del settore biomedicale vada salvaguardata, nell’interesse di tutti i Cittadini Italiani ed Europei. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: “mettiamo il Paziente al centro”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Editoriale di</em> <em>Alberto Nicolini</em></p>
<p>The post <a href="https://www.biomednews.it/un-primo-segnale-preoccupante-dallindustria-biomedicale/">Un primo segnale preoccupante dall&#8217;industria biomedicale</a> appeared first on <a href="https://www.biomednews.it">Biomed News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15012</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
